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Quello che le mamme vorrebbero sapere per essere sempre in ordine (e semplificarsi la vita)

So bene cosa vuol dire dormire due ore in una notte (quando ce la fai), svegliarti senza capire che giorno è, decidere di uscire per prendere una boccata d’aria e renderti conto che metà dei vestiti è a lavare e l’altra metà a stirare. So cosa vuol dire vivere con l’odore del rigurgito sotto il naso, con le macchie di omogeneizzato sull’unica maglia pulita superstite, con occhiaie che arrivano alle ginocchia e come unico desiderio il miraggio di arrivare a dormire cinque ore di fila. Lo so, perché ci sono passata.

Questo non è un blog sulle gioie e i dolori della maternità, ma sono mamma anche io, vi assicuro che vi capisco e posso dirvi questo: abbiate fede perché non è tutto perduto!

Sto per dirvi una cosa che sembrerà banale, ma che invece è molto importante: diventare mamme non significa dimenticarsi di essere donne. Siamo sempre le stesse di prima, con la differenza che siamo anche mamme. Se cominciamo prendendoci cura di noi stesse, vedendoci belle, consapevoli che non abbiamo perso nulla ma che ci siamo arricchite di qualcosa, anche il periodo del post partum sarà più facile da affrontare.

Quello che le mamme vorrebbero sapere per essere sempre in ordine

Di seguito vi riporto pochi facili accorgimenti che hanno aiutato me quando è arrivata la mia Amelia, nei primi difficili mesi in cui mi sono ritrovata improvvisamente in un frullatore senza pulsante di spegnimento.

  1. Semplificate: fate in modo da avere nell’armadio capi facilmente abbinabili tra di loro e con cui vi sentite comode, il che non significa solo tute extra large. Non fatevi mancare leggins in tinta unita, cardigan e maglie tricot oversize, maglie a manica lunga e corta in tessuti che si adattano al corpo senza segnarlo, abitini morbidi che cadano a tunica, da impreziosire eventualmente con una cintura, se avete già riacquistato la vostra linea e se, come me, non allattate. Lasciate perdere orecchini e collane: oltre a graffiarli, i bambini tendono ad afferrarli e tirarli, cosa pericolosa per loro e per i bijoux. Io ho partorito a fine giugno, ma credo che, appesantendo i tessuti, gli stessi capi siano declinabili in tutte le stagioni.

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  1. Praticità: evitate di complicarvi inutilmente la vita portandovi dietro mille cose. Lasciate a casa la vostra borsa e mettete chiavi, telefono e portafoglio in una pochette nella tasca esterna della baby bag. Non preoccupatevi, sarete chic lo stesso. Munitevi di capi che non vadano stirati: jersey, microfibre, magline, da lavare e far semplicemente asciugare. Una piegata veloce e via nel cassetto. Meno tempo a stirare, più tempo per voi!

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  1. Manicure naturale: per qualche settimana, fate a meno dello smalto colorato: non avrete il tempo di darvelo e se lo troverete dopo trenta secondi dalla fine della stesura vostro figlio vi reclamerà. Piuttosto che avere lo smalto sbeccato, togliete via tutto. Unghie corte, che fra l’altro vi evitano di graffiare il piccolo, e una passata di smalto trasparente, che anche se si sbecca non si vede e si asciuga in un secondo. Io uso questo di Pupa, nel colore 100. Avrete le mani in ordine con zero sforzo.

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  1. Lavette, amiche per la vita: per lavette intendo quei rettangoli di stoffa da appoggiare sulla spalla quando i bambini fanno il ruttino, ma non solo, anche quando li state tenendo in braccio dopo che hanno mangiato o fatto merenda. Vanno benissimo anche degli asciugamani piccoli. Quando vivevo in Austria, le mamme giravano ovunque con questi quadrati di mussola, sia nella versione piccola che in quella più grande, che usavano per qualunque cosa: per ombreggiare la carrozzina, come teli per il cambio, come asciugamani d’emergenza. Sono bianchi, quindi via in lavatrice a 60° e tornano nuovi. Amelia rigurgitava come una fontana: con me avevo sempre tre o quattro lavette che salvavano non solo le mie maglie, ma anche le camicie di Andrea!

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  1. Abbiate cura di voi stesse. Ho lasciato questo punto per ultimo, ma è il più importante. Sì, lo so che non avete nemmeno il tempo per andare in bagno, ma non cadete nella tentazione di uscire spettinate o in disordine. Magari non avete il tempo per truccarvi di tutto punto: accorciate i tempi. Al posto della crema idratante mettete una BB o CC cream. Sul blog di Clio Make up (la mia guru del trucco) trovate delle informazioni interessanti in proposito qui. Stesso tempo di stesura, ma migliore effetto visivo. Vi vedete più belle, vi sentite più belle! Alla fine, stare bene con voi stesse è il primo passo per godervi questa nuova fase della vostra vita, al netto delle ore di sonno perse, delle occhiaie, dello sconforto da “e adesso perché piange?”: vi piacete, state meglio, affrontate ogni giorno in modo positivo.

Su quest’ultimo punto, vi suggerisco una lettura interessante. Si tratta di un libro che mi ha regalato la mia amica Laura quando ero incinta di Amelia e che ho trovato talmente utile da regalarlo ad ogni mia amica che aspetta un bambino: “Il linguaggio segreto dei neonati”, di Tracy Hogg. Vi insegna a trovare il tempo per voi anche quando c’è un neonato di mezzo, sottolineandone l’importanza. Leggetelo, anche se vostro figlio ha già qualche mese, ne vale la pena.

Un’ultima nota personale: pensate che durerà poco. I quaranta malefici giorni passeranno presto. I primi tre mesi voleranno. Arriverete ai sei mesi che nemmeno ve ne sarete accorte. E in un battito di ciglia sarà alla scuola dell’infanzia, in grado di scrivere il suo nome.

Durerà poco. Durerà troppo poco. E vi ritroverete a pensare che avreste potuto godervi di più quei momenti in cui aveva un bisogno fisico di voi, adesso che si allaccia le scarpe da solo e vi saluta sulla porta di casa prima di andare a scuola.

Vi mancheranno i baci pieni di saliva che facevano venire gli aloni sulle maglie, gli abbracci con le manine sporche che macchiavano i pantaloni chiari, il baffo di pennarello scappato al disegno di un cuore dedicato a voi.

Siamo mamme, non siamo perfette. E anche se lo fossimo, non ci crederemmo, perché siamo fatte così.

Ma, in fondo, siamo belle proprio per questo.

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Biancheria da donna color carne, il fascino del nudo

La biancheria da donna color carne: l’intimo fascino del nudo!

Niente roba sconcia, sono madre di famiglia, non scordiamolo! Per me il nudo affascinante è sinonimo di biancheria intima color carne. Ok, vi stanno già venendo la tristezza e lo sconforto… finite di leggere l’articolo, su, che ve li faccio passare!

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Non ditemi che il color nudo non può essere sexy…

Volete sapere quando viene a me lo sconforto? A me viene quando vedo pezzi di perizoma che escono da jeans tragicamente a vita bassa, reggiseni che occhieggiano da maglie troppo strette oppure variazioni multicolor, del tipo: reggiseno di un colore, canotta di un altro, maglietta (o camicia) di un altro ancora… e non voglio immaginare il colore degli slip!

Eh, lo so che vi suono bacchettona, ma dovete sapere che sono cresciuta con una mamma che vendeva biancheria intima per mestiere, quindi mettersi pezzo sopra e pezzo sotto scoordinati a casa mia, equivaleva a bestemmiare in chiesa.

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La biancheria in seta nera per me è già super così, non serve neanche il pizzo!

Nonostante io sia cresciuta, la tara dell’intimo scoordinato me la sono portata dietro: testimone ne sia il fatto che mia figlia ha solo ed esclusivamente biancheria bianca. Detto per inciso, per le mamme che leggono: la consiglio vivamente a tutte, primo perchè puoi candeggiarla (chi ha provato a smacchiare eventuali residui solidi ne sa qualcosa…) e poi perchè la metti sotto qualunque cosa, tanto non si vede. Così non rischi che nuvolette, gattini oppure Elsa e Anna facciano a pugni con la fantasia della maglietta!

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Il blu è sempre chicchissimo, io lo uso molto

Ora, tornando a noi, esiste un vademecum anche per la biancheria? Non ne ho idea, ma condividerò il mio con voi in questo articolo:

  1. Coordinato: se non si fosse capito, l’intimo deve essere coordinato, o almeno i pezzi si devono parlare tra di loro, canottiera o body inclusi. Io per andare sul sicuro, quando compro un completo mi prendo sempre due o tre capi coordinati del pezzo sotto, così non sbaglio mai. Tanto adesso perfino Intimissimi e Tezenis offrono lo sconto se acquisti più di un pezzo, anche on line.
  2. Intimo: la biancheria intima è appunto intima: non si deve vedere. So che ci sono grandi sostenitori della biancheria a contrasto, ma a me personalmente non è mai piaciuta. Per questo sono una grande fan del color carne, soprattutto d’estate. Non sarà il più bello tra i colori esistenti, ma almeno siete sicure di essere sempre eleganti. Se proprio volete che la biancheria si noti, sceglietela in pizzo, ma sempre tono su tono con il vostro abbigliamento. Che si intuisca solo il disegno e non tutto il resto… io lo trovo molto più sexy!
  3. Pulito: sembrerà banale, ma per me niente denota maggiore sciatteria di una donna con la biancheria trascurata. Quando i miei genitori avevano il negozio, ricordo distintamente ricche mogli di professionisti in vista vestite griffatissime dalla testa ai piedi esibire in camerino body consunti. Gli slip si sono sfilacciati dopo il milionesimo lavaggio? La canotta, dopo un secolo di utilizzo, ha gli aloni sotto le ascelle? Buttatela via, potete trovarne sicuramente una analoga a pochi euro. Lasciamo perdere l’adagio delle madri per cui “…e se ti ricoverano in ospedale???”con relativi scongiuri, ma il concetto è un po’ quello: non sappiamo mai quello che può capitare, quindi facciamoci trovare sempre preparate!
  4. Per noi: scegliamo della biancheria adatta a noi. Io preferisco lasciare gattini e disegnini vari a chi ha meno di trent’anni, anche se a volte alcuni completi spiritosi di Tezenis mi tentano. Poi però penso che non metto gattini e affini nemmeno a mia figlia, quindi decisamente non è il caso che li metta io…

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Ecco qui la mia idea sulla biancheria femminile! Voi che ne pensate? Riuscite a coordinare la vostra biancheria? E del color carne che mi dite, odio o amore? Fatemelo sapere!

 

Ballerina

Oggi solo un pezzetto di me.

Ieri, con tutte le donne della mia famiglia sono stata a vedere “Ballerina”. Un film delizioso, che mi ha fatta uscire dalla sala con un bouquet di sogni in boccio. I miei… e quelli di mia figlia.

L’ho guardata ridere e sorridere. L’ho guardata emozionarsi fino a piangere in silenzio, le lacrime che luccicavano nel buio della sala. L’ho guardata immedesimarsi in quella fatica, in quei salti, in quelle piroette. L’ho guardata spalancare la bocca davanti all’Opéra di Parigi. L’ho ascoltata mentre non diceva nemmeno una parola, rapita dalle immagini, dalla magia del cinema, dalla delicatezza della danza, dal potere dei suoi sogni. Perchè è ancora una bambina di quattro anni e lei sì che ha tutta la vita per sognare. E vorrei che non smettesse mai.

E mentre guardavo lei, guardavo anche dieci anni avanti e poi venti. E poi non ho avuto più coraggio. Ho pensato alla sua divisa che, all’inizio dell’anno, ho personalizzato applicando con cura l’etichetta con il suo nome insieme al disegno di una piccola ballerina. Il suo body blu, i collant rosa, le scarpette con l’elastico.

Le sue scarpette. Piccole, rosa. Che presto non le andranno più bene. Che forse un giorno sostituirà con delle vere punte. Che continueranno a sorreggere lei e i suoi sogni, come tutte le scarpette di tutte le ballerine.

E ho pensato che anche se dovesse decidere di non ballare più, anche se volesse fare l’astronauta, la sarta, o il dottore, quelle scarpette le conserverò sempre. Insieme alla sua risata quando le faccio il solletico, insieme agli abbracci senza motivo, insieme alle sue parole sbagliate, alle sue guance morbide quando sorridono. Perchè, se un giorno dovesse dimenticarsi come si fa a sognare, gliele mostrerò. E le racconterò di un pomeriggio al cinema, un giorno in cui bastava un film a far volare i sogni in alto. Quel giorno in cui, stringendomi la mano, mi ha detto: “Mamma, io da grande farò la ballerina.”

Non importa, amore, cosa farai da grande. Io custodirò questo tuo sogno, insieme a tutti quelli che hai già fatto e a tutti quelli che ancora farai.

E una cosa ti dirò sempre: credici, perchè puoi farli avverare. 

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I 5 capi che risolvono 1000 problemi – outfit da giorno

Ciao a tutte! In questo articolo vi elencherò cinque capi che non dovrebbero assolutamente mancare nel vostro guardaroba, perché vi risolvono il dramma del “Con cosa lo metto?” anche in situazioni di panico (tipo quando dovevate essere nel tal posto mezz’ora fa e invece siete ancora davanti all’armadio con le mani nei capelli). Nello specifico, tratterò gli outfit da giorno, per l’outfit da sera ecco qui il post dedicato.

Ovviamente, ciascuno di questi capi va declinato a seconda della vostra fisionomia e ognuno può costare poco o tantissimo, a seconda del brand e del capo che si sceglie. Il mio pensiero in materia è questo: non c’è bisogno che spendiate una follia per procurarveli, per tre motivi molto semplici:

  1. perché si tratta di capi molto basici
  2. perché se volete essere effortless chic, aborrite i loghi a vista (dio ce ne scampi e liberi!)
  3. perché, grazie alla moda low cost, potete tranquillamente trovarne decine di varianti a buon mercato che andranno benissimo. Il trucco è sempre lo stesso: il capo perfetto per voi è quello con cui vi sentite a vostro agio. Ciò non toglie che se volete acquistarlo firmato, nessuno vi vieta di farlo, l’importante è che sia la qualità a vedersi, non la firma.

E adesso ecco qui i miei 5 capi risolvi problemi:

1. Jeans

Assolutamente immancabili in tonalità blu basic. Il jeans in denim è praticamente un
non colore
, sta bene con tutto: con un paio di jeans è quasi impossibile sbagliare. Vanno bene di giorno o di sera, ovviamente abbinati agli accessori giusti a seconda dell’occasione, stanno con la t-shirt o con il top in seta, con le pumps in vernice e con i sandali.

Scegliete un modello che vi faccia sentire bene, a vostro agio, perché li porterete spesso: il vostro jeans preferito diventerà una parte di voi.

jeans

2. Giacca o camicia in jeans.

Uno dei motivi l’ho già scritto sopra: il denim è un non colore, quindi potete abbinarlo a tutto.

La camicia in jeans legata in vita sta bene sull’abitino bon ton color cipria che avete messo ad un matrimonio e poi mai più (trovate qui un esempio di look), ma anche su una t-shirt basica e un paio di pantaloni beige. Non sapete cosa mettervi sulle spalle? Con la giacca in jeans sarà difficile sbagliare.

giacca-jeans3. Le sneakers

Un paio di sneakers, o scarpe sportive, da tutti i giorni vi semplifica la vita, credetemi. Devono essere comode e di un colore facile da abbinare, in modo che “non vi leghino”.

Io personalmente prediligo le Converse bianche e basse, perché sono abbinabili veramente con qualunque look: dagli shorts al mare ai pantaloni blu in città, dall’abitino anni Cinquanta, ai jeans, all’abito lungo bohémien, ai pantaloni culotte.

Avete comprato una gonna a tubo nera e non sapete con cosa metterla? Provate con una camicia in jeans legata in vita e un paio di Converse bianche: vedrete che funziona.

converse-bianche

4. La camicia bianca

Da mettere sotto il maglione, sotto lo scamiciato, sotto il blouson di pelle, sopra i jeans, aperta e con le maniche arrotolate su una t-shirt stampata. Io la trovo molto femminile un po’ sfiancata e con il collo a uomo, ma niente vi vieta di sceglierne una più morbida, soprattutto se siete un po’ rotonde sul giro vita, l’importante è che non vi segni.

Altra cosa molto importante: la biancheria. Io sono cresciuta con una madre attentissima alla biancheria intima per via del lavoro che faceva e sono dell’idea che non si debba vedere. Quindi, anche se può non piacervi, munitevi di un reggiseno color nudo (o color carne, che dir si voglia). Potete anche sceglierlo in pizzo, così sotto al bianco della camicia si intravvederà il disegno, ma scongiurerete l’effetto volgarità che è proprio dietro l’angolo.

La camicia bianca è perfetta in qualunque occasione. Siete in ufficio tutto il giorno e dovete fermarvi a cena fuori la sera? Al mattino indossate la vostra camicia bianca preferita, un pantalone a sigaretta del colore che volete, scarpa bassa (la sopraccitata Converse, se il vostro lavoro ve lo consente, altrimenti vedi al punto 5.) e portate con voi un paio di décollété in vernice nera: scommettiamo che semplicemente sostituendo le scarpe sembrerà che vi siate cambiate del tutto?

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5. Le stringate a uomo

Le stringate maschili più sono inglesi e classiche e meglio è. Personalmente, io amo e adoro le Church’s, che non ho perché sono carissime. Per me la Burwood nera è un oggetto del desiderio, una specie di anello di brillanti o di Chanel 2.55. Felice chi ce l’ha!

Non fate parte del gruppo? Nessun problema, in commercio ce ne sono decine e decine di varianti veramente molto simili e di ottima qualità, in grado di risolvervi la giornata.

Indossatele in ufficio, con gonna, pantaloni, jeans… con quello che volete, vanno sempre bene! Preferitele nere, perché sono decisamente più facili da abbinare e vanno bene sia di giorno che si sera.

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Ecco qui, questi sono i cinque capi per me imprescindibili nel vostro armadio da giorno! Se questo articolo vi è piaciuto, condividetelo: per voi è un gesto piccolo, per me vuol dire tanto!
Un abbraccio a tutte
Come indossare la marinière, la maglia a righe

Marinière mon amour: come indossare l’intramontabile maglia a righe

Dedico questo post a un look che per me è davvero un classico e che da sempre amo particolarmente: il look alla marinara, la cui protagonista è la maglia a righe, o marinière, che andava di moda quando le nostre mamme erano ragazze e che andrà ancora di moda quando saranno mamme le nostre figlie!

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Marinière mon amour! Fonte Pinterest

Per ottenerlo non ci vuole molto, anzi, non ci vuole nulla che non abbiate già nell’armadio:

1. Maglia a righe bianche e blu o bianche e rosse

2. Pantalone o jeans slim (in alternativa per le più trendy un pantaculotte)

3. Scarpa bassa

4. L’accessorio giusto

Tutto qui? Tutto qui! Facile vero? Attenzione però, perchè anche qui è facile scivolare nell’errore.

Marinière: la Maglia a righe

Se non avete una maglia a righe, andate a comprarla. Qui sì vi suggerisco di fare l’investimento, perché potete trovarla anche a prezzi davvero modici, non serve per forza comprare pr forza quella di Petit Bateau (anche se, essendo un classico, resta una delle più belle). Già sento l’obiezione: “Le righe orizzontali allargano!” Se avete questa fisima, allora sceglietene una che abbia le righe ben distanziate tra loro, magari con sottili righe bianche su fondo blu, anziché blu su fondo bianco, e acquistatela un po’ più lunga, in modo che scenda sotto il fianco.

 

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Alexa Chung – fonte Pinterest

Marinière: il Pantalone

Secondo me l’ideale è uno slim fit, che sia jeans o pantalone, blu, bianco o rosso non cambia, basta che lo arrotoliate fin sopra la caviglia… effetto Brigitte Bardot assicurato! Se avete i fianchi generosi, assicuratevi che la maglia li copra e preferite il blu al bianco o al rosso. Se siete più trendy, potete abbinare anche dei pantaloni culotte: aggiungerete un tocco streetstyle al vostro look.

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Un pantalone culotte con la marinière – fonte Pinterest

Marinière: le Scarpe

Niente tacco, per favore. L’ideale sarebbero le ballerine, che potete scegliere in colore a contrasto, per me il più bello è il rosso, ma potete restare tono su tono con bianco o blu. Se non vi sentite comode perché sono troppo basse e vi viene mal di schiena, o perché il vostro fidanzato vi è drasticamente allergico, via libera anche alle sneakers: Stansmith, Converse, Chipie o simili, andranno benissimo. Per info, le Chipie le trovate su Amazon a €34, spedizione inclusa! Io le ho comprate l’anno scorso anche per mia figlia e mi sono trovata bene, anche perchè ci sono un sacco di colori disponibili.

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Fonte Pinterest

Marinière: l’accessorio

rosso rosso rosso! Che sia il rossetto, un foulard, una pochette, è il complemento perfetto. Potete abbinare anche il color corda o proprio la corda stessa: una shopper, un cappello, il manico attorcigliato della maxi bag. L’importante è che vi faccia ricordare il mare… e che ve ne faccia venire voglia!

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Un’idea di look per voi!

Come abbinare il color corallo

Come abbinare il colore corallo: questa primavera è corallo mania!

Si avvicina la primavera e, insieme a lei, aumenta la nostra voglia di colore. Tra quelli che sicuramente vedrete di più quest’anno ci sarà il rosso corallo, in tutte le sue sfumature. Quella che prediligo, personalmente, è quella un po’ più tenue, ma solo perchè io non sono una grande appassionata dei colori sgargianti, a parte il rosso, a cui dedicherò prossimamente un post a parte. Quindi, come abbinarlo nel modo giusto?

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E’ un colore che può essere indossato da chiunque. Il trucco sta nello scegliere la nuance più adatta a voi. I tipi mediterranei optino per un colore più carico, viceversa, le bionde o chi ha la pelle chiara, prediligano le sfumature più delicate. Io sono dell’idea che stia bene anche alle rosse, perchè può intonarsi perfettamente al colore dei capelli.

Detto questo, se anche a voi piace questa deliziosa sfumatura come potete abbinarla? Di seguito qualche idea per voi:

1.Abbinate una blusa corallo ad un paio di jeans.

Regola base: il denim sta bene praticamente con tutto. Sdrammatizza qualunque tipo di look, quindi via libera alla blusa morbida con un paio di jeans, da completare poi con gli accessori che più vi piacciono e che vi risolvono 1000 problemi, a seconda dell’occasione, ad esempio sneakers, shopper e una collana lunga per un look casual; scarpa a uomo stringata, borsa postino e blazer morbido in colore a contrasto (blu o anche beige se ve la sentite) per l’ufficio.

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2. Abbinate una giacca corallo ad un pezzo sotto in colori chiari

Dal beige al rosa, al bianco, al sabbia, al grigio, al tortora. Potete riprendere poi la sfumatura con un gioiello, ad esempio: giacca corallo, camicia o t-shirt bianca in tinta unita, pantalone beige e collana lunga in corallo. Nota sui colori: anche il nero è un colore che sta con tutto, ma a me, abbinato al corallo, personalmente non piace: lo fa morire, lo spegne.

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3. Abbinate un pezzo (camicia, gonna, pantalone) in tinta unita color corallo ad un altro pezzo in una fantasia che ne richiami la sfumatura.

Qui introduco un’altra regolina base: se un capo è ricco (quindi è in fantasia, a fiori, a righe, pois o in tessuto operato) gli altri capi devono essere in tinta unita, più basici, altrimenti rischiate l’effetto “tappezzeria della nonna”. E’ vero, sui giornali non si vede questo, anzi, spesso si vede esattamente l’opposto: fiori  portati insieme a quadri, pois e mille altri colori e magari gli accostamenti sono anche belli… sulle modelle. Sulle passerelle. Sui servizi di moda. Per l’appunto, sulle pagine dei giornali.

Io cerco di consigliarvi degli accostamenti per la vita di tutti i giorni, che siano facili da realizzare e a prova di fisima. Ultima dritta: attenzione, il capo in fantasia enfatizza, quindi, se avete il lato B un po’ morbido, preferite un pantalone in tinta unita e magari la camicia operata. Viceversa, se avete braccia o seno importanti, evitate la camicia in fantasia, perchè i disegni “tirerebbero” là dove non devono.

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4. Abbinate l’abito bon ton color corallo ad una camicia o giacca in jeans e alla sneaker se volete sdrammatizzarlo.

Se siete coraggiose, potete osare anche il chiodo in pelle e gli anfibi, effetto grunge assicurato! Se invece dovete andare ad una cerimonia (è un bellissimo colore da matrimonio, secondo me), metteteci una décollété e una pochette dorate e un golfino color sabbia. In alternativa, sempre da cerimonia, potete abbinarlo anche al color tortora o al rosa, basta che la sfumatura sia sempre la stessa, altrimenti, dal momento che l’abito ha già una tinta dominante nel look, si rischia l’effetto di un pot pourri di colori.

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5. Abbinate l’accessorio color corallo con qualunque cosa, purchè sia il solo pezzo di questo colore e gli altri toni del look siano più spenti.

Mi spiego meglio: un look con maglia mariniére a righe bianche e blu, con un jeans in tela denim e una ballerina corallo è perfetto. Anche con la borsa corallo è perfetto, ma allora mettetevi le converse bianche: nel look da tutti i giorni, quindi cerimonie escluse, il pendant fa un po’ vecchiotto. E poi, in questo modo valorizzate l’accessorio! Piuttosto mettetevi una collana in tinta, oppure lo smalto.

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Ecco qui! Sono riuscita a darvi qualche idea, qualche spunto utile? Vi ho fatto venire voglia di primavera? Se avete domande o volete un consiglio, scrivetemi qui: concosalometto@gmail.com. Mandatemi la foto del capo incriminato e cercherò di consigliarvi per il meglio!

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Un post che parla di me… ma forse parla anche di voi

Qual è il periodo nella vita in cui si comincia a confrontare il proprio stile con quello degli altri? Per me è stato senza dubbio alle superiori. Ho frequentato il Tito Livio, un Liceo Classico in centro a Padova. Non so come sia adesso, ma all’epoca (ben vent’anni fa!) era una scuola di “fighetti”, come venivano chiamati. Quanto ad abbigliamento, la facevano da padrone la polo di Ralph Lauren, il Barbour, il Woolrich, le Clarck’s, le sciarpe di Burberry e poi ovviamente, le mie adorate Gazzelle. I “fighetti” si radunavano nel loro angolo in chiostro, avvolti dalla loro nuvola di fumo e sembravano sempre perfetti: perfettamente menefreghisti, perfettamente scazzati, perfettamente a loro agio con il mondo. Io, quattordicenne appena uscita da un collegio di suore, guardavo quelle ragazze che sembravano aver capito tutto della vita… a sedici anni.

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Eccomi qui in III liceo… che piccola!

Non avevo niente di diverso da loro, ma non mi sentivo come loro. Non avevo quella sicurezza che sembrava appartenergli, che dava l’impressione che, qualunque cosa si fossero messa addosso, l’avrebbero indossata in modo impeccabile. Io allo specchio non sempre mi piacevo. Prima troppo alta, poi con i fianchi troppo morbidi, poi con troppo seno.

A diciotto anni poi sono ingrassata improvvisamente (12 kg in poco tempo, a causa di una vacanza studio in Scozia durante la quale mi sono alimentata a shortbread e Pizza Hut… alè!) e la guerra con la mia immagine si è fatta più ostile. Ho provato mille diete, ovviamente tutte improvvisate e ovviamente nessuna che funzionasse, andavo spesso in palestra, contavo le calorie.

La mia fortuna è stata che, grazie alla mia famiglia e alla mia amica del cuore, non ho mai fatto diventare il mio peso una parte di me, una cosa che non mi faceva stare bene intimamente con me stessa. Mia madre mi ha sempre aiutata a scegliere i capi che mi valorizzavano: i kg in più mi avevano regalato un bel décollété (che adesso, dopo la gravidanza, rimpiango amaramente!!!), ero alta, avevo le spalle aperte. Avevo i miei punti di forza e dovevo puntare su quelli.

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Il décollété c’era, niente da dire!

A ventidue anni ho finalmente trovato una brava dietologa che mi ha rimesso in carreggiata, aiutandomi a risolvere anche il fatto che avevo da sempre il colesterolo troppo alto e il ferro basso. Dopo aver imparato come mangiare correttamente, non ho avuto più problemi di anemia, nemmeno quando ero incinta, il mio colesterolo è sempre stato sotto controllo e non ho più ripreso i kg persi.

Ma non pensate che l’aver risolto il problema del peso avesse risolto anche il problema del look: non avevo un mio stile, mi lasciavo consigliare, ma non mi sentivo sicura dei miei acquisti, avevo sempre paura di sbagliare. Poi, un po’ alla volta, ho capito una cosa: non bisogna per forza avere uno stile unico, univoco, indossare sempre lo stesso tipo di gonne, o di maglie, o di scarpe. Non funziona così.

Siamo donne: dentro di noi ci sono tante personalità diverse che meritano di uscire ogni giorno. In realtà, la verità è molto semplice: il look perfetto è quello con cui ci sentiamo perfettamente a nostro agio in quel momento, per quella occasione, con una determinata persona e prima di tutto con noi stesse.

Così ho cominciato a spaziare, a sperimentare, fregandomene dello specchio: dalle gonne folk, alle ballerine, alle giacche in pelle, agli anfibi. Sceglievo, cambiavo, mettevo e toglievo, complice anche il guardaroba ben fornito di mia madre. Provavo, scartavo, riprovavo. Guardavo le vetrine dei negozi, leggevo i giornali di moda, mi lasciavo ispirare. E poi applicavo su me stessa le idee che sentivo più vicine alla mia personalità, spesso senza acquistare nulla, semplicemente risistemando cose che già avevo in casa, ma abbinandole in modo diverso.

Ci voluto del tempo, non è stato facile, ma con autocritica costruttiva e determinazione, alla fine ci sono arrivata: mi sono sentita sicura del mio look e non compravo più cose a caso. In più mi sono resa conto che avevo ereditato l’occhio di mia madre per le tendenze, per afferrare quello che andrà di moda, ma senza lasciarmene afferrare. Insomma, sono diventata la personal shopper di me stessa.

 

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Eccomi oggi 🙂

Gli anni sono passati e ho preso in mano il negozio di famiglia. E, grazie al lavoro, ho cominciato ad aiutare prima le amiche, poi le clienti: appena entravano nel mio negozio, prima ancora che lo chiedessero, sapevo già con che abito sarebbero state meglio, quale pantalone avrebbe minimizzato il fianco morbido, quale maglia avrebbe fatto risaltare il seno abbondante senza involgarirlo. Mi sentivo sicura io, facevo sentire sicure loro. Si fidavano, e si fidano di me. Non immaginate la mia soddisfazione.

Perché ho scritto questo post? Perché forse, tra di voi, c’è qualcuna che, come me, guardava le altre ragazze al liceo pensando che ci volesse chissà che cosa per avere quella sicurezza, quella nonchalance, quella consapevolezza di sé stesse. Che ci volesse chissà che fisico, chissà che portafoglio. E magari pensate ancora che dipenda da qualcosa che manca nel vostro aspetto o nel vostro guardaroba: vi sbagliate.

L’unica cosa che vi manca è la sicurezza che siete belle esattamente come siete, perché ognuna di noi ha dei punti di forza: bisogna solo imparare a valorizzarli e non serve spendere una follia per rifarsi il look. Forse il look perfetto è già nel vostro armadio, ma voi non ci avete mai fatto caso.

È per voi che ho scritto questo post. Volete imparare a valorizzarvi? Volete imparare come abbinare nel modo migliore i capi del vostro guardaroba? Quali sono i colori che vi stanno meglio e quelli da evitare? Qual è il look ideale per un colloquio, per il lavoro, per la vita di ogni giorno, per una serata speciale… per voi? Io ho fatto un percorso lungo, sbagliando, provando e riprovando, sotto lo sguardo vigile e implacabile della mia icona di stile preferita: la mia mamma.

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La mia icona di stile: la mia mamma!

E voi? Potreste ottenere lo stesso risultato in poco tempo! Contattatemi o seguite semplicemente il mio blog: posso aiutarvi a tirare fuori tutto il bello che c’è in voi. Perchè non dovete essere ragazzine che guardano e basta. Guardate voi stesse: siete donne, mamme, nonne… e siete tutte meravigliosamente uniche!

I pantaloni culotte: sono proprio per tutte?

Ho deciso di inserire l’articolo nella sezione new trends, ma in realtà i pantaloni culotte circolano con insistenza già da un po’.

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Questa sono io la scorsa primavera: ho addosso un modello di panta culotte di Risskio con sopra una giacca Ottod’Ame, semplicissima t-shirt bianca e Stan Smith Adidas.

I pantaloni culotte sono quei pantaloni ampi che cadono dritti e arrivano a metà polpaccio o appena sopra la caviglia. Data questa loro forma e lunghezza particolare, possono diventare difficili da indossare, ma ho una buona notizia per voi: proprio la variabilità della loro lunghezza fa sì che, con gli accorgimenti giusti, possano essere portati un po’ da tutte. Sono un capo praticissimo, veramente super comodo e sarebbe un peccato pensare di non poterlo indossare solo perchè ci facciamo fisime inutili (esattamente come tutte le donne sul pianeta… e parlo per esperienza diretta)!

Di seguito una piccola guida per voi, in caso di fisime:

1. Il Pantalone culotte per quelle che “sono troppo robusta per…”

Non siete troppo robuste per niente! Scegliete un modello in tinta unita, preferibilmente scuro, portateli a vita alta e lasciatela in vista, quindi NO ai maxi pull (sembrereste un fagotto). Preferite piuttosto una giacca corta in vita oppure, se vi fa sentire più a vostro agio, una casacca morbida, che scenda sotto i fianchi, da lasciare rigorosamente aperta: il punto vita si deve vedere! L’abbinamento perfetto per voi sono le scarpe basse, le stringate o il mocassino a uomo. Anche qui, coraggio: ci vuole la caviglia nuda!

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Foto Pinterest

2. Il Pantalone culotte per quelle che si vedono troppo basse

Non sta scritto da nessuna parte che possano metterli solo quelle con le gambe di due metri! Scegliete un modello che arrivi poco poco più su della caviglia, non a metà polpaccio, altrimenti vi accorcerebbero. Secondo me, potete abbinarli indiscriminatamente alle sneakers o ai tacchi alti (a seconda della situazione, ovviamente), ma su questo punto vi do un consiglio: tronchetti o cinturini alla caviglia SOLO se avete le caviglie sottili, altrimenti la gamba sembrerà senza linea, un “tronco”, come lo definirebbe mia madre.

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Foto Pinterest

3. Il Pantalone culotte per quelle che non hanno particolari fisime

Indossateli con una t-shirt, con i tacchi, con i sandali, con quello che volete! Io sono per la versione più casual, con sneakers e una semplice t-shirt, oppure con una camicia in jeans legata in vita o con il chiodo di pelle.

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foto Pinterest

Se avete già fatto l’acquisto di questo capo nelle passate stagioni, brave, buon per voi: prevedo vita lunga per questi pantaloni.

Una curiosità: questi pantaloni esistevano già negli anni ’30! Guardate cos’ho trovato spulciando il web? E’ proprio vero che nella moda sono tutti corsi e ricorsi…

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Questa è una stampa in vendita su Etsy: non è bellissima? Per amor di cronaca, questo negozio basato in USA, Lady Marlowe Studios, propone delle stampe vintage di cartamodelli che sono una più bella dell’altra!

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Sono tornate: le Gazelle Adidas

Eh sì, proprio loro! Alzi la mano chi li aveva al liceo… Io sì! Blu, scamosciate, comodissime e usate fino a consumare la suola: le mitiche Gazelle Adidas Originals.

Non so a voi, ma a me diverte stare a guardare i corsi e i ricorsi della moda. Mia mamma mi ha sempre detto: le cose belle non si buttano mai via (infatti lei ha roba ovunque, una cosa tipo “sepolti in casa”, ma questo è un altro discorso…), perchè prima o poi tornano. E adesso, prima sulle strade, poi sui social e poi nei negozi, le storiche Gazelle sono tornate alla carica.

Adidas le ha rilanciate con un nuovo design, cosa che ho scoperto recentemente grazie alla loro newsletter. Hanno inserito dei dettagli nuovi, sempre con un gusto vintage. In realtà, a mio avviso, le hanno cambiate di poco… e per fortuna, perchè io le adoro così come sono e, soprattutto, perchè le ho già nella scarpiera!

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Eccole, le mie Gazelle del liceo!

Come la maggior parte dei prodotti sul pianeta, potete trovarle a qualche decina di euro di meno anche su Amazon. A questo link, ad esempio, un 39 in nero costa €59,90 con 5,90 di spese di spedizione. Risparmiate ben €34 rispetto al sito di Adidas! Come sempre, controllate colore e numero prima di acquistare.

Ora, stiamo parlando di una sneaker, che sta bene praticamente con tutto, quindi c’è poco da aggiungere. Qui di seguito vi inserisco solo qualche immagine per mostrarvi come le abbinerei io. Magari avete anche voi qualcosa di simile nel vostro armadio!

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Con la gonna plissée, il maglione tricot e un bel cappello a tesa larga

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Intramontabile, con jeans e camicia bianca

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Trendy, con jeans strappato taglio boyfriend e maxi pull

Se questo articolo vi è piaciuto, condividetelo! Forse a qualche altra vostra amica del liceo tornerà in mente di andare a spulciare tra gli scatoloni del garage per recuperare un cimelio fashion!