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Un post che parla di me… ma forse parla anche di voi

Qual è il periodo nella vita in cui si comincia a confrontare il proprio stile con quello degli altri? Per me è stato senza dubbio alle superiori. Ho frequentato il Tito Livio, un Liceo Classico in centro a Padova. Non so come sia adesso, ma all’epoca (ben vent’anni fa!) era una scuola di “fighetti”, come venivano chiamati. Quanto ad abbigliamento, la facevano da padrone la polo di Ralph Lauren, il Barbour, il Woolrich, le Clarck’s, le sciarpe di Burberry e poi ovviamente, le mie adorate Gazzelle. I “fighetti” si radunavano nel loro angolo in chiostro, avvolti dalla loro nuvola di fumo e sembravano sempre perfetti: perfettamente menefreghisti, perfettamente scazzati, perfettamente a loro agio con il mondo. Io, quattordicenne appena uscita da un collegio di suore, guardavo quelle ragazze che sembravano aver capito tutto della vita… a sedici anni.

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Eccomi qui in III liceo… che piccola!

Non avevo niente di diverso da loro, ma non mi sentivo come loro. Non avevo quella sicurezza che sembrava appartenergli, che dava l’impressione che, qualunque cosa si fossero messa addosso, l’avrebbero indossata in modo impeccabile. Io allo specchio non sempre mi piacevo. Prima troppo alta, poi con i fianchi troppo morbidi, poi con troppo seno.

A diciotto anni poi sono ingrassata improvvisamente (12 kg in poco tempo, a causa di una vacanza studio in Scozia durante la quale mi sono alimentata a shortbread e Pizza Hut… alè!) e la guerra con la mia immagine si è fatta più ostile. Ho provato mille diete, ovviamente tutte improvvisate e ovviamente nessuna che funzionasse, andavo spesso in palestra, contavo le calorie.

La mia fortuna è stata che, grazie alla mia famiglia e alla mia amica del cuore, non ho mai fatto diventare il mio peso una parte di me, una cosa che non mi faceva stare bene intimamente con me stessa. Mia madre mi ha sempre aiutata a scegliere i capi che mi valorizzavano: i kg in più mi avevano regalato un bel décollété (che adesso, dopo la gravidanza, rimpiango amaramente!!!), ero alta, avevo le spalle aperte. Avevo i miei punti di forza e dovevo puntare su quelli.

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Il décollété c’era, niente da dire!

A ventidue anni ho finalmente trovato una brava dietologa che mi ha rimesso in carreggiata, aiutandomi a risolvere anche il fatto che avevo da sempre il colesterolo troppo alto e il ferro basso. Dopo aver imparato come mangiare correttamente, non ho avuto più problemi di anemia, nemmeno quando ero incinta, il mio colesterolo è sempre stato sotto controllo e non ho più ripreso i kg persi.

Ma non pensate che l’aver risolto il problema del peso avesse risolto anche il problema del look: non avevo un mio stile, mi lasciavo consigliare, ma non mi sentivo sicura dei miei acquisti, avevo sempre paura di sbagliare. Poi, un po’ alla volta, ho capito una cosa: non bisogna per forza avere uno stile unico, univoco, indossare sempre lo stesso tipo di gonne, o di maglie, o di scarpe. Non funziona così.

Siamo donne: dentro di noi ci sono tante personalità diverse che meritano di uscire ogni giorno. In realtà, la verità è molto semplice: il look perfetto è quello con cui ci sentiamo perfettamente a nostro agio in quel momento, per quella occasione, con una determinata persona e prima di tutto con noi stesse.

Così ho cominciato a spaziare, a sperimentare, fregandomene dello specchio: dalle gonne folk, alle ballerine, alle giacche in pelle, agli anfibi. Sceglievo, cambiavo, mettevo e toglievo, complice anche il guardaroba ben fornito di mia madre. Provavo, scartavo, riprovavo. Guardavo le vetrine dei negozi, leggevo i giornali di moda, mi lasciavo ispirare. E poi applicavo su me stessa le idee che sentivo più vicine alla mia personalità, spesso senza acquistare nulla, semplicemente risistemando cose che già avevo in casa, ma abbinandole in modo diverso.

Ci voluto del tempo, non è stato facile, ma con autocritica costruttiva e determinazione, alla fine ci sono arrivata: mi sono sentita sicura del mio look e non compravo più cose a caso. In più mi sono resa conto che avevo ereditato l’occhio di mia madre per le tendenze, per afferrare quello che andrà di moda, ma senza lasciarmene afferrare. Insomma, sono diventata la personal shopper di me stessa.

 

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Eccomi oggi 🙂

Gli anni sono passati e ho preso in mano il negozio di famiglia. E, grazie al lavoro, ho cominciato ad aiutare prima le amiche, poi le clienti: appena entravano nel mio negozio, prima ancora che lo chiedessero, sapevo già con che abito sarebbero state meglio, quale pantalone avrebbe minimizzato il fianco morbido, quale maglia avrebbe fatto risaltare il seno abbondante senza involgarirlo. Mi sentivo sicura io, facevo sentire sicure loro. Si fidavano, e si fidano di me. Non immaginate la mia soddisfazione.

Perché ho scritto questo post? Perché forse, tra di voi, c’è qualcuna che, come me, guardava le altre ragazze al liceo pensando che ci volesse chissà che cosa per avere quella sicurezza, quella nonchalance, quella consapevolezza di sé stesse. Che ci volesse chissà che fisico, chissà che portafoglio. E magari pensate ancora che dipenda da qualcosa che manca nel vostro aspetto o nel vostro guardaroba: vi sbagliate.

L’unica cosa che vi manca è la sicurezza che siete belle esattamente come siete, perché ognuna di noi ha dei punti di forza: bisogna solo imparare a valorizzarli e non serve spendere una follia per rifarsi il look. Forse il look perfetto è già nel vostro armadio, ma voi non ci avete mai fatto caso.

È per voi che ho scritto questo post. Volete imparare a valorizzarvi? Volete imparare come abbinare nel modo migliore i capi del vostro guardaroba? Quali sono i colori che vi stanno meglio e quelli da evitare? Qual è il look ideale per un colloquio, per il lavoro, per la vita di ogni giorno, per una serata speciale… per voi? Io ho fatto un percorso lungo, sbagliando, provando e riprovando, sotto lo sguardo vigile e implacabile della mia icona di stile preferita: la mia mamma.

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La mia icona di stile: la mia mamma!

E voi? Potreste ottenere lo stesso risultato in poco tempo… Cliccate qui per vedere cosa posso fare per voi, o scrivetemi qui: concosalometto@gmail.com

Contattatemi: posso aiutarvi a tirare fuori tutto il bello che c’è in voi. Perchè non dovete essere ragazzine che guardano e basta. Guardate voi stesse: siete donne, mamme, nonne… e siete tutte meravigliosamente uniche!

2 pensieri su “Un post che parla di me… ma forse parla anche di voi

  1. Ermelinda Vitale ha detto:

    Ciao Angela sono Ermelinda ma per tutti Linda, ho 42 anni e non ci crederai mio marito si chiama Andrea e la mia seconda figlia Amelia e ha 9 anni, la più grande Melissa e di anni ne ha 12. Sono una grande appassionata di moda e sin da ragazzina mi piaceva indossare capi un po’ particolari che mi distinguessero dagli altri, in verità mi piace ancora adesso e per fortuna ho un fisico minuto che ancora mi permette di essere spesso estrosa come piace a me. Sono contenta di aver scoperto il tuo blog e lo seguirò con molto interesse perché dai davvero dei consigli pratici e molto utili. Grazie. Linda.

    Liked by 1 persona

    • Angela Inferrera ha detto:

      Ciao Linda, è un vero piacere averti sul mio blog, spero di non deludere le tue attese! Incredibile ma vero, una delle migliori amiche di mia figlia si chiama Melissa, pensa un po’…
      Grazie per il tuo commento così bello e personale, mi ha fatto davvero piacere 💟 ti abbraccio!

      Mi piace

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