Con cosa lo metto?

La domanda da un milione di dollari… “E questo con cosa lo metto?”

Quante volte ce lo siamo chieste, guardando sconsolate il nostro armadio?

“Questo con cosa lo metto?”

Prima di provare a darvi una risposta, vi racconterò qualcosa di me.

Ho a che fare con la moda da quando ero piccola: i miei genitori avevano un negozio di biancheria di lusso e mio papà, a pochi mesi, mi metteva a sedere sul bancone mentre faceva i campionari. Mia madre invece, quando ero ragazzina, se mi vedeva con qualcosa che oggettivamente non mi stava bene (troppo stretto, troppo largo, troppo corto, troppo vistoso) me lo faceva notare senza mezzi termini: “Dove vuoi andare vestita così? Perché invece non ti metti quell’altra camicia, ma legala in vita, vedrai che cambia tutto…”

Mamma ci azzeccava. Sempre. E io ho imparato a fidarmi del suo gusto e soprattutto del suo occhio, implacabile e onesto ai limiti della crudeltà.

Da papà credo di aver preso l’amore per le cose belle, dalla mamma l’occhio critico (prima di tutto verso me stessa) e una certa sensibilità verso le nuove tendenze. Ho cercato di applicare tutto questo nel mio lavoro e ho ottenuto un risultato che oggi per me è la mia più grande gratificazione. Ho un piccolo negozio di abbigliamento in provincia di Padova, Store87 , e posso dire, con orgoglio e gioia, di essermi creata nel tempo una rete di clienti affezionate che vengono a vestirsi da me perché si fidano.

Si fidano di me: sanno che le consiglio per il meglio e che mai e poi mai le farei uscire dal negozio con qualcosa con cui non si sentano a proprio agio e soprattutto che non calzi loro a pennello.

C’è una domanda che mi sono sentita porre talmente spesso che se avessi dieci centesimi per ogni volta che me l’hanno fatta sarei milionaria: “Con cosa lo metto?”. E questo non sono quando propongo un nuovo capo, magari il must have della stagione, ma anche quando mi vengono portati pantaloni, o gonne, o abiti, o maglie che stanno invecchiando negli armadi e che invece potrebbero essere tranquillamente indossati… se accostati nel modo giusto.

È facile abbinare tutto se hai il fisico di Gisele o il suo portafoglio, ma per le altre comuni mortali (me compresa) serve qualcosa in più: ci vuole occhio, un pizzico di buon gusto e soprattutto capacità chirurgica di saper riconoscere i propri pregi e i propri difetti, per valorizzare i primi e minimizzare i secondi. Il tutto possibilmente senza spendere una rata di mutuo.

Le mie clienti sono donne normalissime: mamme o nonne, studentesse o dottoresse, casalinghe o avvocati. In camerino ho visto ogni tipo di fisico: dalla ragazzina che potrebbe fare la modella, ma che nemmeno se ne accorge e si sente a suo agio con un pull oversize, alla mamma rotondetta che ama il look anni Cinquanta e si vede bella con il punto vita in evidenza, alla signora con i capelli bianchi tagliati a spazzola che veste solo tagli avanguardistici. Cos’hanno in comune? Tutte, indiscriminatamente, cercano il capo che le fa stare bene con il loro corpo, con cui si sentono sicure di sé, con cui si vedono belle. E del mio giudizio, che accompagna il loro alla prova dello specchio, si fidano…

Nel prossimo articolo vi racconto da dove è nata l’idea di questo blog. Spero di avervi incuriosite! Vi abbraccio tutte

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