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Belle per noi stesse: una riflessione sul corpo delle donne

Perché sentiamo di dover essere belle? Perché abbiamo paura ad esporci? Perché non ci andiamo bene come siamo? Ecco una riflessione per voi.

Perché sentiamo di dover essere belle? Perché abbiamo paura ad esporci? Perché non ci andiamo bene come siamo? Ecco una riflessione per voi.

Belle per noi stesse: una riflessione sul corpo delle donne

Premessa

Questo post non si posizionerà bene nella SERP di Google e non lo scrivo affatto per piazzarmi bene nei motori di ricerca. Non ha una parola chiave che tendiamo a cercare, perché normalmente vogliamo sapere come correggere o camuffare un nostro "difetto" fisico (uso le virgolette apposta), non certo come esibirlo o come fregarcene.

Mi piacerebbe però che fosse trovato e letto, perché vorrei condividere con voi una riflessione che mi è stata stimolata dalla lettura delle stories di Pierluca Mariti, alias @piuttosto_che su Instagram. Poneva una semplice domanda: cosa fareste se poteste essere invisibili? Si è mostrato sinceramente sconcertato dal fatto che in tantissime donne gli abbiano scritto che vorrebbero poter andare in giro, con questo caldo tremendo, in canotta e shorts, cosa che non fanno perché si vergognano. Sono sconcertata anch'io? Sì. Sono sorpresa? No. Per nulla.

Nelle mie stories ho fatto io stessa un sondaggio per capire come vi sentivate nei vostro corpo. Siete un bel campione oramai e le vostre risposte hanno confermato quello che emergeva dalle stories di Pierluca: la stragrande maggioranza di chi ha risposto (parlo di più del 90%) non sta bene con il proprio corpo. Poi, c'è chi se ne frega e si scopre e chi invece (anche qui la maggioranza) si sente a disagio e preferisce coprirsi.

Belle per noi stesse: una riflessione sul corpo delle donne

La bellezza del nostro corpo e la nostra capacità di non vederla

Negli anni ho auto a che fare con decine di donne e, alla mia domanda: "qual è il tuo punto di forza?" più di qualcuna non è stata in grado di trovarla. Alla domanda invece "qual è il tuo punto di debolezza?" le spiegazioni dettagliate si sprecavano. Ecco perché non sono stupita dalle affermazioni sulle stories di Pierluca: mi danno esattamente il polso della situazione in cui viviamo e della nostra sistematica incapacità, di donne, di guardarci in modo obiettivo. Siamo bravissime a NON vedere i nostri punti di forza.

Siamo talmente abituate a guardare nel nostro corpo quello che non va, quello che non ci piace, che ci dimentichiamo di guardare le cose belle, quello che magari gli altri vedono quando ci guardano. Pensateci: guardiamo i nostri "difetti" e sorvoliamo sui nostri pregi, al punto che quando riceviamo un complimento pensiamo "Ah davvero?" ... Perché?

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Le donne e i paragoni

Maledetti paragoni! Tutte noi ne siamo vittime e mi metto anche io nel mucchio. I nostri fianchi dovrebbero essere così, il seno colà, le braccia in un altro modo ancora. E se non sono così, allora non vanno bene, non andiamo bene, dobbiamo coprirci. E su cosa viene fatto il paragone? Su quello che vediamo nel social, alla TV, sui giornali. Foto ritoccate, posate, scattate con la giusta luce o angolazione, con questo o quel filtro. Realtà che NON È una realtà, scatti che sono stati pensati, che di spontaneo non hanno nulla.

C'è una giornalista americana che seguo con piacere su Instagram che si chiama Danae Mercer, che ha fatto del suo profilo un monito costante per ricordarci che siamo tutte umane e che quelle che vediamo come imperfezioni non sono altro che parte della nostra umanità. Un'altra cosa bella che mette in luce è come vengono posati e ritoccati tutti gli scatti che vediamo su Instagram, per insegnarci, con esempi concreti, che non abbiamo nulla che non va, che andiamo benissimo come siamo e che è tutta una questione di filtri, luci e pose.

Non entro nemmeno nel merito di quello che i continui paragoni con modelli irraggiungibili (perché oggettivamente non reali) possono portare nelle menti (e nei corpi) di ragazze, di giovani donne, di poco più che bambine che si stanno formando e che arrivano a credere che il loro fisico sia sbagliato perché non è come quello che vedono ogni giorno, ossessivamente, proposto dai social. Ci vorrebbe un post solo per questo... Inutile dire che il rischio e la gravità della cosa sono enormi.

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Un mondo troppo lontano da noi

Non possiamo paragonare la nostra normalità a quello che vediamo sui social: perché? Primo perché non è reale, è ritoccato e posato. Secondo perché ognuna di noi ha la propria realtà, ha la propria fisicità, che è unica ed è fatta di carne, smagliature, cellulite, pelle più o meno flaccida, seno più o meno sodo, gambe più o meno lunghe. Non siamo fatte con lo stampino e per fortuna!

E non è vero che "chi è magra fa meno fatica a vestirsi", perché posso assicurarvi che ci sono delle "magre" che hanno difficoltà esattamente come chi è più rotonda, e ci sono invece donne dalle forme morbide in grado di vestirsi con classe e gusto molto meglio di chi magari ha un fisico che, in linea teorica, rispetterebbe i "canoni da copertina". Il tutto sta nel come ce lo portiamo a spasso questo fisico che abbiamo. E ve lo dico con cognizione di causa.

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Siamo belle così come siamo

Non è una frase fatta. È la verità. E soprattutto, abbiamo tanti più punti di forza di quello che pensiamo. Ne ho parlato diffusamente in uno dei capitoli del mio libro, Green Glamour. Ho davanti agli occhi una delle ragazze della mia Masterclass: nel questionario che ho fatto compilare prima delle lezioni aveva segnalato come punto di debolezza le sue gambe. Dopo la prima lezione, in cui ci si confronta in un modo speciale le une con le altre, è saltato fuori che tutte (e dico tutte) le altre partecipanti vedevano le sue gambe come la cosa più bella nel suo corpo. Morale della favola? Da quel momento questa ragazza, così come tutte le altre, hanno cominciato a guardarsi in modo diverso, meno critico e più obiettivo.

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E allora cosa ci facciamo con shorts e canottiera?

Qui sta il punto, nel sentirsi a proprio agio con se stesse. Come dicevo a proposito di chi ha la pelle lunare e lo vede come un limite, non sarà questo post a farvi improvvisamente amare alla follia quella parte del vostro corpo che avete coperto fino ad oggi, ma non è nemmeno questo il mio obiettivo. Quello che vorrei vi portaste a casa è semplicemente la consapevolezza che potete anche non piacervi, ma, se è così, sappiate che non ha senso non piacervi perché vi dovete conformare ad uno standard imposto. Ogni fisico è uno, gli standard non esistono.

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Quindi, magari oggi non vi metterete la canotta sbracciata, ma domani potreste decidere di portare le maniche un po' più corte, scampanate e fluide e poi magari addirittura di osare una top a spalla larga. Magari oggi non vi metterete gli shorts, ma deciderete che accorciare un po' l'orlo dei vostri pantaloncini e scegliere un modello morbido e scivolato non è poi la fine del mondo. E sapete perché? Perché la gente non vi vede come vi vedete voi. Il più delle volte, i "difetti" stanno tutti nella nostra testa e in quello che vediamo nel nostro specchio.

E se effettivamente sentissimo il giudizio negli sguardi della gente?

Una di voi mi ha scritto una cosa che mi ha fatto pensare: "mi vergogno, ho la vitiligine su braccia, gambe e viso ... odio gli sguardi malcelati della gente dei colleghi soprattutto adesso che col sole si nota di più". Abbiamo un bel dire che dobbiamo prendere a modello la top Winnie Harlow. Non tutte siamo Winnie Harlow. L'unica cosa che mi sento di dire è che ogni parte del nostro corpo, ogni "difetto" (che può essere la vitiligine, il diastema tra i denti, il naso pronunciato, o una qualunque disabilità...) è qualcosa che contribuisce a renderci unici, speciali.

Belle per noi stesse: una riflessione sul corpo delle donne

Ma siamo noi a dover interiorizzare questo concetto, non c'è nessun sito motivazionale o frase ad effetto che lo farà entrare dentro di noi. La bellezza è negli occhi di chi guarda, si dice, giusto? Allora noi dobbiamo avere la nostra nei nostri occhi: solo in quel momento lo sguardo degli altri smetterà di importarci.

Ecco qui, questa era la mia riflessione per voi, da addetta ai lavori. Cosa ne pensate?

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14 Comments on Belle per noi stesse: una riflessione sul corpo delle donne

  1. Condivido pienamente le riflessioni, ma alle volte ci si sente a disagio non perché si seguono stereotipi, ma perché si ha un senso della misura e un desiderio di elegante sobrietà che vengono da convinzioni personali, educazione, “senso del bello” profondamente radicati in noi. Ad esempio saper distinguere tra l’essere in spiaggia o essere a teatro non è banalità o non star bene con se stessi, ma per me è buon gusto e rispetto per gli altri. Andare a tavola, anche in casa propria, in costume o a torso nudo per me non è rispettoso né elegante, anche se sono un splendida persona con fisico mozzafiato. E girare per strada in mutande e reggiseno mi farebbe sentire a disagio non per gli sguardi degli altri (ormai è sdoganato pure quello), ma perché ho rispetto di me stessa.

  2. Condivido tutte le tue riflessioni, come anche le osservazioni di Angela.
    Vorrei aggiungere che ogni persona non è fatta solo dal suo fisico, ma da un insieme di modi, abitudini, comportamenti, che la fanno “apparire” in un certo modo e che ne definiscono anche l’aspetto, senza considerare tutti i lati della sua personalità e del suo carattere. Ovviamente se decidiamo di guardare solo il fisico, dobbiamo avere l’occhio di chi osserva una statua di marmo e pochissimi esseri umani possono reggere il confronto. Non credo abbia molto senso. Ancora meno senso lo trovo nel confrontarsi con i modelli proposti…di solito sono una perfezione finta e limitata.
    Certo, queste riflessioni si fanno con l’età…per questo dovremmo sapere come proteggere le persone più giovani da questi stereotipi assurdi

    • Hai ragione Claudia, infatti sono le generazioni a venire che mi preoccupano… perché vedo nelle madri delle insicurezze e dei cliché che, anche inconsciamente, si trasmettono. Se si trova un carattere forte come controparte il problema non si pone, ma se si ha a che fare con personalità fragili, si possono fare danni…

  3. Fino ai 45 anni portavo i pantaloni corti al mare senza nessun problema anche dopo aver avuto 3 figli, più avanti però preferisco le Bermuda al ginocchio che porto tutta l’estate con canotta o magliette…
    Ho 68 anni e il peso di quando ne avevo 40…174 cm di altezza 65 kg.

    • Cara Nadia, sono dell’idea che il desiderio di coprirsi o anche banalmente di cambiare il proprio abbigliamento sia una cosa naturale, che ha a che fare, oltre che con il cambiamento del fisico, anche con il cambiamento dei gusti e delle esigenze. Quindi insomma, penso che sia del tutto normale, l’ho vissuto anche io e credo sia fisiologico. È un modo per volersi bene e sentirsi a proprio agio, che no ha a che vedere con il volersi coprire dagli sguardi degli altri 😉

  4. Io invece vi faccio un’altra domanda:
    Cosa preferireste avere bellezza o fascino e grazia?
    E un’altra:
    Vorreste essere un corpo da ammirare o un corpo che emoziona?
    Cosa scegliete?
    Nb io ho le lentiggini, il diastema e la pelle lunare. 🙂🙃😉😊🤭🤗

  5. Ho imparato negli anni a piacermi ed a mettere in evidenza i miei punti di forza… Fino ai 45, quando la menopausa precoce prima ed un carcinoma alla Tiroide poi, hanno sconvolto la mia vita ed il mio metabolismo… Risolto tutto, fortunatamente, sono rimaste le problematiche dovute al mio “nuovo fisico” che ho imparato ad accettare, anche se non è facile perché ora è pure subentrata l’età che avanza… Fortunatamente il web aiuta, a non sentirsi soli anche perché ora esistono persone come te, che consigliano outfit adatti ad ogni fisico ed età ma che soprattutto ribadiscono l’idea che “la perfezione non esiste”. Grazie Angela per i sempre preziosi consigli che elargisci.

    • Cara Stefania, la prima cosa che mi sento di dirti è: sono felice davvero di cuore che adesso tu stia meglio e che il peggio sia passato. Questa alla fine è la cosa più importante. E poi è proprio vero: la perfezione non esiste! Esistiamo noi, che siamo uniche e belle, ciascuna a suo modo. E poi tu in particolare, sei bella dentro e fuori. Ti abbraccio forte

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