Vivere in modo sostenibile è molto più facile di quello che possiamo pensare. In questo post vorrei raccontarvi la mia esperienza, in modo che possa essere uno spunto anche per voi per capire che cambiare abitudini, a volte, è davvero questione di un attimo.

Vivere in modo sostenibile: la mia esperienza
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Premessa

Ci ho pensato un bel po’ prima di scrivere questo articolo, perché non volevo rischiare che fosse l’ennesimo articolo sul web di quella che professa incredibili verità che stanno ad anni luce dalla vita (e dalle necessità!) dei comuni mortali. Quello che vi racconterò qui sarà semplicemente un riassunto della mia esperienza di vita con la sostenibilità negli ultimi anni. Com’è iniziata, come si è sviluppata e cos’è diventata ora. Non sono un’ecologista, non sono un’attivista ambientale. Non sono vegana, indosso capi in pelle, faccio una vita normale e uso la macchina. Quello che è cambiato è il mio modo di pensare a tutte queste cose, l’aver scoperto che esistono alternative (davvero) praticabili e accessibili per essere un po’ più green in tutti gli ambiti della nostra vita.

Vivere in modo sostenibile: la mia esperienza
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Vivere in modo sostenibile, la mia esperienza: com’è cominciata

Molti di voi lo sanno: è cominciata dopo aver visto il docufilm The True Cost, che ha letteralmente cambiato la mia percezione del consumo della moda. E detto da una che la moda la vendeva, fa un certo effetto… Lo dico con vergogna: non sapevo tantissime cose, perché non mi ero mai preoccupata di cercare delle risposte. Ma una volta che ho scoperto cosa c’era dietro al sistema del fast fashion, sistema che ormai da anni diamo per scontato quasi come l’unico modo di consumare la moda oltre al lusso (falso: c’è un mondo in mezzo, quello della moda slow, del comprare meno e meglio, del vintage, del second hand e della moda etica), ho dovuto prendere una posizione. Non mi andava di oliare, con i miei acquisti e le mie scelte, questa macchina che stritola vite umane (perché di questo si tratta).

Da qui, ho cominciato a informarmi, non solo on line, ma anche con letture approfondite e che consiglio, come “Vestire buono, pulito e giusto ” di Dario Casalini o “Siete pazzi a indossarlo” di Elizabeth Cline. La rete offre sempre spunti utili, ma è bene cercare di reperire informazioni anche altrove, per avere un minimo di confronto, a mio avviso. Ho avuto modo di conoscere e intervistare realtà che lavorano in modo etico e sostenibile, piccole produzioni artigianali, attività che credevano davvero in quello che facevano, nella bontà dei loro prodotti e nella volontà ferrea di non fare del male a nessuno. Quello che in me è cambiato davvero, e ve lo racconto in questo post in cui parlo del mio primo anno senza fast fashion, è il modo di pensare e non solo alla moda: una volta cambiato il mindset, tutto il resto è venuto a cascata.

Vivere in modo sostenibile: la mia esperienza
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Vivere in modo sostenibile, la mia esperienza: come si è evoluta

Quando ti rendi conto che puoi fare di meglio, che vivi benissimo anche acquistando molto meno e che non sono gli acquisti quello che ti appaga davvero, ti domandi cos’altro puoi fare. Credo che sia questo il cambiamento più rilevante. Ogni volta che stavo per acquistare qualcosa, mi chiedevo se c’era un’opzione più sostenibile, meno inquinante, che mi portasse a generare meno rifiuti. Per me questo è stato un passaggio spontaneo, coadiuvato anche dal fatto di aver incontrato nel mio cammino le amiche di Koroo, che mi hanno mostrato mille modo diversi di avere un approccio più sostenibile alla vita.

Vivere in modo sostenibile: la mia esperienza

Dai saponi solidi alla carta da forno compostabile, alla frutta e alla verdura acquistata sfusa e non in pack di plastica, al detersivo liquido sfuso e al sapone di Marsiglia, ho cominciato a domandarmi come fare per ridurre, nel mio piccolo il mio impatto sul pianeta, stando ovviamente attenta al portafogli. E ho scoperto una cosa molto semplice: spendevo molto meno. Il denaro era mirato solo a beni che davvero mi servivano e per cui potevo spendere qualcosa di più. Inoltre la durata di molti prodotti, tipo i saponi solidi, è del tutto paragonabile, se non addirittura più lunga, di quella dei fratelli liquidi in pack di plastica.

Vivere in modo sostenibile: la mia esperienza

Vivere in modo sostenibile, la mia esperienza: oggi

Ci sono tantissime cose che posso ancora cambiare in meglio e ne sono consapevole. La mia però non è una ricerca della perfezione, perché quella è irraggiungibile. Non potremmo vivere a impatto zero probabilmente nemmeno se abitassimo sul cocuzzolo di un monte e ci autoproducessimo tutto, dal cibo ai vestiti. Non credo riuscirei mai a diventare vegana, ma di certo ho ridotto di parecchio il consumo di proteine di origine animale, facendo piccoli cambiamenti un po’ alla volta, che poi sono diventati abitudini. Il latte di riso al posto di quello vaccino, ad esempio. Il ragù e le polpette di lenticchie al posto di quelle di carne. La pizza senza affettati (non è stato poi così difficile). Sono cose piccole, ma le mie figlie mi vedono, assaggiano. Provano l’hummus di ceci al posto della fetta di prosciutto, il toast all’avocado al posto di quello classico. Provo a seminare, sperando che il semino cresca man mano che crescono loro.

Vivere in modo sostenibile: la mia esperienza
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Mi sono accorta proprio concretamente che il sacchetto del secco era sempre più vuoto e che la plastica si riduceva sempre di più. Ripeto, sono piccole cose, ma se le facessimo tutti probabilmente l’effetto su larga scala si vedrebbe. Posso migliorare ancora? Sì. Un pochino alla volta, ogni giorno.

Ecco la mia esperienza. Spero vi sia stata utile per capire che non fatto nulla di eclatante, ma ho semplicemente messo un piede davanti all’altro, con piccole azioni ogni giorno, azioni che potete compiere anche voi. Cos’avete fatto e cosa vi piacerebbe fare per essere più attente all’ambiente?

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